|
Rassegna stampa
|
|
Scritto da Chinaman
|
|
Mercoledì 08 Febbraio 2012 07:32 |
|
Leggiamo sulla prima pagina del Quotidiano del 3 Febbraio la notizia dell'acquisizione da parte della Procura di Bari della documentazione relativa all'iter autorizzativo del mega impianto fotovoltaico in costruzione a Restinco. Come associazioni del territorio abbiamo più volte denunciato l'impatto di un simile impianto, che sottrae 70 ettari di fertile territorio all'agricoltura e lo regala alla speculazione, descrivendolo come la Fukushima del fotovoltaico, un vero e proprio colpo di grazia assestato al nostro territorio già devastato dal fotovoltaico selvaggio. Non avremmo però mai immaginato, anche nella peggiore delle ricostruzioni, un quadro di illegalità come quello evidenziato. Se sarà accertato quanto riportato dal Quotidiano, cioè che l'impianto in questione è stato autorizzato senza nessuna VIA (valutazione di impatto ambientale), obbligatoria per impianti di portata superiore a 1 Mw, ci troviamo di fronte a una manovra illegale e di rapina, esercitata da un gruppo imprenditoriale senza scrupoli e autorizzata dalle stesse Istituzioni che dovrebbero proteggere il nostro territorio.. Chiediamo che vengano accertate tutte le responsabilità, politiche e amministrative, e che l'inchiesta tocchi tutti i livelli, consapevoli che l'autorizzazione dell'impianto più grande del brindisino non sia competenza di qualche tecnico ma investa dirigenti e politici sino ai più alti scranni.
Ci chiediamo come Provincia di Brindisi e Regione Puglia, a suo tempo in prima fila contro il Rigassificatore di Brindisi nella denuncia che l'impianto era stato autorizzato senza valutazione di impatto ambientale, abbiano poi autorizzato senza VIA l'impianto di Restinco.
Chiediamo lo smantellamento dell'impianto a Restinco, una immediata moratoria sull'installazione di nuovi impianti a terra, e invitiamo il territorio alla mobilitazione e alla vigilanza su una speculazione che è ormai all'ordine del giorno e uccide le potenzialità del nostro territorio.
Terrarossa Mesagne, S. Pancrazio, S. Donaci, Francavilla Fontana Brindisi Bene Comune No al carbone Medicina Democratica Salute Pubblica Rifondazione Comunista Puglia Antagonista |
|
|
Rassegna stampa
|
|
Scritto da santopancrazio
|
|
Domenica 08 Gennaio 2012 10:22 |
Siamo noi che apparteniamo alla Terra o è la Terra che appartiene a noi?  Immaginiamo un quadrato di una quarantina di chilometri per un altra quarantina di chilometri. Immaginiamo che in questo quadrato di terra si costruiscano un paio di centrali a carbone, una centrale a metano e un petrolchimico. Immaginiamo che questa terra dopo decenni di sfruttamento industriale con conseguente inquinamento di falde aria e terreni necessiti di essere bonificata. E immaginiamo che al posto delle bonifiche arrivino pannelli. Anzi, immaginiamo che piovano pannelli. E che dunque ettari ed ettari di terre fertili, di quelle che rendevano famosa questa terra per i suoi fioroni, per i pomodori regina, per malvasia negroamaro e susumaniello o per i secolari alberi di ulivo, si ritrovino circondati da vetro cemento e acciaio. Questo non è la sceneggiatura dell'ultimo film di Dario Argento. Questo non è un film dell'orrore. In questo fazzoletto di terra che si chiama provincia di Brindisi, il bene comune Terra si è trasformato nel tempo da base per la sussistenza di intere generazioni di persone, da paesaggio bello nella sua semplicità, da teatro di relazioni tra persone a strumento di speculazione. Come definire altrimenti la pioggia di pannelli su queste terre? È forse occasione di progresso per la popolazione che vi abita? È forse opportunità per risolvere la crisi del comparto agricolo? No. Questa è semplicemente speculazione! Su questa Terra che ha già dato in termini di produzione energetica, che ha urgente bisogno di rigenerarsi, che necessita di essere bonificata; su questa Terra Regione Puglia, Provincia e Comune di Brindisi hanno dato parere favorevole ad un impianto in Contrada Restinco che coprirà ben 65 ettari. Questa classe politica ha svenduto e continua a svendere la nostra Terra. È come un pupazzo oscilla dal prodursi in poetiche narrazioni al vaneggiare con moderni paroloni (il marketing territoriale, la filia solis ecc ecc). Allo scempio del fotovoltaico selvaggio rischia di sommarsi l'ennesima speculazione: centinaia di gigantesche pale eoliche stanno per occupare gli ultimi fazzoletti liberi di terra. Di fronte a questo pesante scenario riaffermiamo la necessità di lavorare sulla cultura dei beni-comuni, cultura capace di contrastare il dilagare “dell'ideologia edonistica del consumo”. E per fare questo, per dare gambe all'indignazione saremo nelle strade delle città della provincia per informare i nostri concittadini di questo ulteriore scempio e per organizzare una manifestazione presso il megaimpianto in costruzione a Restinco e chiediamo un'immediata moratoria sul fotovoltaico installato nei terreni agricoli. Pugliantagonista TerraRossa (Mesagne, San Pancrazio, San Donaci e Francavilla Fontana) NO AL CARBONE Brindisi Bene comune Salute Pubblica Medicina Democratica Rifondazione comunista |
|
Iniziative
|
|
Scritto da Chinaman
|
|
Giovedì 15 Dicembre 2011 09:35 |
|
Come laboratorio Terrarossa (Mesagne, San Pancrazio Salentino e Francavilla Fontana) abbiamo evidenziato il dramma che si è consumato sui nostri territori attraverso la liberalizzazione del fotovoltaico. Abbiamo più volte denunciando la speculazione che si è abbattuta selvaggia sui terreni agricoli, minando un settore già in profonda crisi e configurando una situazione di vera e propria devastazione ambientale. Abbiamo chiesto più volte alla politica le ragioni di tale liberalizzazione e interventi atti a contenere i danni enormi già avvenuti. Pensavamo di aver ottenuto con la nostra mobilitazione e le campagne di sensibilizzazione almeno il risultato di bloccare la costruzione di futuri grandi impianti, ma purtroppo così non è stato: La Regione Puglia ha autorizzato un mega impianto in costruzione a Restinco (agro di Brindisi), con VIA, che sottrae 65 ettari di territorio fertile all'agricoltura e lo regala alla speculazione. Pensiamo che questo sia un vero e proprio colpo di grazia assestato al nostro territorio, già devastato dal fotovoltaico selvaggio. Pensiamo sia necessario far sentire la nostra voce, oggi più che mai, attraverso una mobilitazione di tutto il territorio provinciale. Invitiamo a partecipare all' Assemblea provinciale che si terrà venerdì 16 dicembre alle 18,00 presso la sede di "No al Carbone", via Porta Lecce 80, Brindisi
|
|
Iniziative
|
|
Scritto da Chinaman
|
|
Giovedì 17 Novembre 2011 11:05 |
|
Proponiamo una mobilitazione generale contro quella che si configura come la Fukushima del fotovoltaico, cioè il mega impianto in costruzione a Restinco (agro di Brindisi), autorizzato con VIA dalla Regione Puglia, che sottrae 60 ettari di territorio fertile all'agricoltura e lo regala alla speculazione. Pensiamo che questo sia un vero e proprio colpo di grazia assestato al nostro territorio, già devastato dal fotovoltaico selvaggio. Iscriviti sul gruppo di Facebook!!! 
|
|
Iniziative
|
|
Scritto da Chinaman
|
|
Martedì 04 Ottobre 2011 16:19 |
|
Mercoledì 28 settembre ci siamo riuniti con l'obiettivo di riannodare i fili dell'intervento politico di Terrarossa e definirne gli ambiti di discussione. E' stato ribadito l'impegno di continuare a seguire con forza le campagne aperte ed in particolare quella sull'ambiente e sul fotovoltaico. I provvedimenti di sequestro degli impianti a Mesagne, Brindisi e Sandonaci hanno evidenziato solo parte della speculazione che ha colpito il territorio e creato danni all'ambiente e al paesaggio irreversibili, e hanno messo in luce quanto denunciamo da anni, la pratica diffusa di costruire megaimpianti tramite una semplice Dia, accorpando impianti fotovoltaici contigui da un megawatt l'uno.
Nella discussione sono emerse anche altre sensibilità, e in particolare l'esigenza di confrontarsi con tematiche differenti, che investono il mondo del lavoro e della precarietà. Pensiamo che la condizione di precarietà sia diventata esplosiva, delineando un paesaggio di crisi e devastazione economica, sociale e ambientale e una condizione che si è fatta esistenziale oltre che sociale. Pensiamo che sia necessario rifiutare il concetto di austerità proposto dalle istituzioni economiche e finanziarie, in quanto autoritario e portatore di una gestione antidemocratica dei beni comuni, che si traduce in un aumento delle disuguaglianze e un attacco a diritti e stato sociale. Sottolineamo che le politiche di austerità favoriscono gli interessi che sono alla base dell'attuale modello di sviluppo che ci ha condotti alla crisi.
Pensiamo sia necessario discutere di precarietà confrontandoci innanzitutto con il nostro territorio, individuarne le criticità, le ferite aperte, le ingiustizie palesi e manifeste.
Su questo vogliamo iniziare un percorso assieme ad associazioni, collettivi e singoli del nostro territorio, che possa portare alla costruzione di una giornata di informazione e mobilitazione contro le precarietà. Una giornata che parli di diritti, welfare, scuola, sanità, grande distribuzione, commercio, ma soprattutto delle risorse del nostro territorio, di nuovi modelli di sviluppo, e sia in grado di riportare al centro della discussione l'individuo come soggetto, portatore di diritti, desideri. Con l'obiettivo di dare voce alle rabbie precarie del nostro territorio, restituendo loro dignità e prospettive di libertà. Ci riuniamo per discutere di tutto questo mercoledì 5 ottobre alle 21,00 presso la sede della Federazione della sinistra (Via Federico II di Svevia, dopo il Teatro comunale)
|
|
|
|
|
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>
|
|
Pagina 1 di 16 |